La riflessologia plantare emozionale psicosomatica

 

Consiste in un lavoro che si propone di agire non solo sul corpo, ma anche sulle emozioni, individuandone la radice nei riflessi podalici. Lavorare direttamente sulle zone riflesse significa liberare ed incanalare quelle energie represse nel corpo e nel sistema nervoso che sono alla base delle patologie psico/fisiche presenti e “semi” dei disturbi delle patologie future.

Non è un caso che il piede venga chiamato in Oriente, il secondo cuore, o cuore periferico, e sarebbe riduttivo ritenere che ciò accada solo per la sua importanza dal punto di vista circolatorio e linfatico!

Il principio su cui si basa la riflessologia plantare emozionale psicosomatica è che nei piedi vi sono dei punti sui quali è possibile esercitare una stimolazione che agisca di riflesso in corrispondenza di tutte le ghiandole, gli organi e le parti del corpo.

La particolarità di questa tecnica consiste nel corretto metodo di stimolazione di queste zone tramite il pollice e le altre dita. Parlando in termini analogici, il piede corrisponde ad una centralina elettrica di una casa, i rilessi viaggiano lungo le zone come l’elettricità attraverso i fili. Il legame tra i piedi, gli organi e le ghiandole del corpo è costituito da una serie di linee longitudinali immaginarie, ognuna delle quali termina in corrispondenza di una precisa area plantare.

 

I benefici

Attraverso la riflessologia plantare emozionale, infatti, è possibile:

4. Prendere coscienza del modo in cui abbiamo permesso l’instaurarsi di determinati
atteggiamenti mentali e/o fisici causa di specifiche condizioni patologiche.

2. Aiutare i nostri organi a liberarsi delle tensioni interne causate dai nostri stati emotivi negativi
ristabilendone il naturale funzionamento

5. Assicurare uno stato generale di benessere, ridurre lo stress e la tensione.

 

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